Il coworking diventa ancora più strategico

Il coworking diventa ancora più strategico

In questi giorni tutti noi ci stiamo interrogando sul futuro dell’energia.

Le vicende tragiche di quest’ultimo mese hanno reso straordinariamente e drammaticamente impellente la questione della transizione ecologica.

E se, fino a qualche settimana, fa potevamo ragionare in termini di anni necessari a conseguirla, oggi lo scenario si è accorciato drasticamente.

Com’è ovvio, le azioni da compiere sono molteplici e, nell’immediato, non si può escludere la necessità di riattivare anche fonti di energia più tradizionali.

Una delle politiche da attuare potrebbe essere un maggiore ricorso allo smart working.

Lo scorso anno, uno studio di Fondirigenti aveva quantificato in 300 kg a persona il risparmio di emissioni CO2 conseguibile ogni anno mediante un più ampio utilizzo del lavoro agile.

Anche sulla base di queste considerazioni e, quindi, dei benefici in termini di sostenibilità ambientale, una gran parte di aziende, circa il 54%, si era determinata a continuare a farvi ricorso anche nella prospettiva del superamento dell’emergenza pandemica.

Prima dell’emergenza sanitaria lo usavano, invece, solo il 13% delle Imprese!

E ora, cosa accadrà?

Su “Il Corriere Economia” viene riportata la proposta dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie): adottare il lavoro a distanza almeno tre giorni alla settimana, dove possibile, permetterebbe di risparmiare circa 400 mila barili al giorno.

Ciò consentirebbe di ridurre significativamente la domanda e, insieme ad altre iniziative, di contrastare il caro energia.

È un altro argomento forte a sostegno dello Smart Working e dello Hybryd Working e con essi di una diversa organizzazione degli Uffici e, più in generale, di una trasformazione del patrimonio immobiliare.

In questo contesto è facile prevedere che il coworking possa svolgere un ruolo particolarmente rilevante.

Tra l’altro gli spazi di lavoro flessibile hanno il grande merito di coniugare il lavoro in remoto con la socialità.
Non a caso si prevede che entro il 2030 i coworking spaces copriranno il 30% delle superfici per uffici.
Si consideri che nel 2018 nel nord erano presenti 1 spazio di coworking ogni 89mila abitanti e al sud addirittura 1 ogni 163mila.

In sostanza quella dei Flexible Office è una classe di investimento destinata a uno sviluppo enorme.

È una riflessione da tener in conto nel programmare i propri investimenti immobiliari.

Se hai un immobile di grande superficie in Città, possiamo aiutarti a scoprire se può essere destinato a spazi di lavoro flessibile. Chiedi la nostra consulenza gratuita qui!

 

Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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Alberto Pinto
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