Due notizie pubblicate su Il Sole 24 Ore danno lo spunto per una riflessione sullo Student Housing, l’investimento in alloggi per studenti universitari.
La prima riguarda il debutto della Società tedesca, Patrizia AG, nel mercato degli Studentati con un investimento di circa 70 €/Mln per l’acquisto di un progetto in corso di costruzione a Torino.
Si tratta della realizzazione, in una posizione strategica rispetto al Politecnico e all’Università, di 582 monolocali, con bagno privato e integrati da una serie di servizi, per una superficie complessiva di 13mila mq.
L’altra notizia evidenzia i risultati di un’analisi condotta da Idealista, che registra il crollo (- 43%) dello stock di case in condivisione in offerta.
È una riduzione che è il frutto del ritorno degli affitti brevi, coinvolge tutti i capoluoghi di provincia osservati e alla quale si affianca la crescita (+ 4,3%) dei canoni richiesti per le stanze per studenti e lavoratori.
Sono due facce della stessa medaglia: in Italia vi è carenza di alloggi per studenti e questa tipologia di investimento rappresenta un’ottima opportunità.
Il nostro Paese, infatti, pur avendo la terza popolazione studentesca più numerosa della UE, è contraddistinto da un’offerta estremamente ridotta di residenze universitarie.
Può essere utile qualche numero:
- Dal 2015 al 2019, sul territorio nazionale si è registrato un aumento costante degli studenti fuori sede, passati da 784.000 a oltre 830.000 unità.
- In Italia vi è una carenza strutturale di posti letto per studenti fuori sede: l’offerta complessiva ammonta a circa 80.000 unità, di cui oltre l’80% in strutture pubbliche o convenzionate (c.d. offerta ‘istituzionale’).
- L’attuale disponibilità copre meno del 10% dei fuori sede, un valore di molto inferiore rispetto a Francia (23%) e Germania (14%);
- Per adeguarci occorrerebbero circa altri 100mila posti letto;
- Quindi, l’incremento di 40.000 posti letto, che il PNRR si propone entro il 2025, non è esaustivo, in particolare, per proprietari e operatori privati.
A ciò vanno aggiunte altre considerazioni:
- Nel nostro Paese vi sono Università prestigiose con rette più convenienti degli altri Atenei d’Europa;
- Con lo sviluppo della DAD si affermerà un modello di formazione ibrida, che incrementerà la mobilità studentesca e, quindi, il fabbisogno di co-living;
- L’affermarsi della sostenibilità e, con essa, di un modello di sviluppo più diffuso amplierà il novero delle Città universitarie richieste;
- La necessità di coinvolgere il Sud Italia nello sviluppo aprirà ulteriori prospettive: nel Mezzogiorno, infatti, vi sono Università di prestigio, che possono essere attraenti anche per gli studenti stranieri provenienti dal bacino del Mediterraneo.
Insomma il quadro complessivo è tale da suggerire a proprietari e investitori di cogliere quella che è ancora una grande opportunità.
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