Come va il Coliving studentesco?
Con lo scoppio della crisi sanitaria ci si è a lungo interrogati sulle prospettive della sharing economy e quindi anche degli immobili in condivisione.
E molti hanno ritenuto che vi fosse motivo di prevedere un arresto di questo trend che aveva registrato un notevole successo negli ultimi anni.
Analogo interrogativo con tanto di nefaste previsioni riguardava il co-living studentesco, lo Student Housing.
Ho ripetutamente espresso la mia convinzione contraria: ovvero che quella degli studentati, superata la fase strettamente emergenziale, avrebbe continuato ad essere una asset class destinata a sicuro successo anche negli anni a venire.
A base di questo convincimento vi era, tra l’altro, l’idea che l’introduzione di modelli organizzativi ibridi, sia nella didattica che nel lavoro, avrebbe determinato certamente un’accelerazione delle soluzioni abitative fondate sulla condivisione.
Hybrid Working e Hybrid Learning avrebbero reso, a mio parere, più sentita la necessità di condividere gli immobili
Ovviamente la mia era una previsione non isolata, ma che trovava conforto nell’opinione autorevole di diversi operatori e osservatori di mercato.
Oggi, i numeri di una ricerca commissionata da Dove Vivo a Ipsos su un campione rappresentativo di 3.000 giovani tra i 18 e i 34 anni, danno ampiamente ragione a chi sulla crescita dello Student Housing ci ha creduto.
Come riferisce approfonditamente Monitor immobiliare, vi sarà un aumento di almeno 500.000 unità dei giovani che nei prossimi sei mesi prevedono di abitare fuori casa.
È un numero che, con ogni probabilità, crescerà perché il 22% degli intervistati afferma di essere ancora indeciso sul proprio futuro residenziale.
Lo scenario giovanile che viene fuori dall’indagine è caratterizzato da dinamismo e pragmatismo insieme: i giovani, anche in Italia, hanno voglia di ripartire, di fare progetti, di sperimentare esperienze, ma nel contempo sono consapevoli dell’importanza della stabilità, nella casa e nel lavoro.
Da tutto questo si può agevolmente dedurre che gli studentati, anche nella tipologia del PBSA, e in generale la condivisione immobiliare hanno grandi prospettive di crescita.
Le avevano prima della pandemia e le avranno dopo.
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