Dai Nomadi digitali ai Lomadi: il ruolo del coworking

Dai Nomadi digitali ai Lomadi:

Dai Nomadi digitali ai Lomadi: il ruolo del coworking

Nel 2019 in Italia i lavoratori da remoto erano 500.000: pochi se confrontati con i numeri di altri Paesi occidentali.

Nel mese di marzo 2020 con la pandemia e le restrizioni conseguenti il numero è schizzato a 6,6 milioni.

Ma cosa accadrà una volta riguadagnata la normalità?

È opinione generale che quella della digitalizzazione sia un’ondata inarrestabile. Al di là del fascino dell’innovazione e dei vantaggi che essa può portare, in termini di produttività e di miglior equilibrio tra vita lavorativa e personale, vi è indubbiamente una valenza anche ambientale.

La percezione della importanza di un modello di sviluppo sostenibile, la ideazione di paradigmi di sviluppo urbano ispirati alla prossimità, come quello della 15minuteCity, sono altrettanti fattori che spingono l’organizzazione del lavoro verso una struttura ibrida, nella quale lavoro in presenza e da remoto sono destinati a combinarsi.

In base alle stime dell’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano si prevede che il numero di lavoratori agili si stabilizzerà a quota 5,3 milioni nel new normal.

Vi è stato chi, per esprimere questa nuovo scenario, ha creato qui una nuova definizione, quella dei Lomadi, i nomadi digitali locali, cioè quei lavoratori che grazie allo Hybrid Working non hanno la necessità di andare quotidianamente nell’ufficio aziendale, ma possono alternare il lavoro in presenza con il lavoro da remoto.

Che impatto avrà tutto questo sulle superfici immobiliari destinate ad uffici e, quindi, sulle asset class?

A mio modo di vedere enorme!

Non sarà un processo istantaneo e nemmeno indolore: è naturale, infatti, che vi siano delle resistenze ad abbandonare un modello nel quale si è creduto e che ha significato investimenti importanti.

Ma è sempre più frequente, da parte degli investitori, un atteggiamento, sia pure graduale, di diversificazione, sia in termini di classi di investimento che di location.

E che ruolo avrà il coworking in questo contesto?

Non è difficile prevedere che quello dei coworking space sia un settore con prospettive di grande crescita: nel 2019 era stato previsto che nel mondo gli spazi di lavoro flessibili avrebbero raggiunto, entro il 2030, il 30% delle superfici ad uso terziario.

In conseguenza dell’accelerazione della digitalizzazione della quale abbiamo detto, è molto probabile che quella quota verrà raggiunta già nel 2026 o addirittura nel 2025.

E non è un caso che quella definizione che ho richiamato, quella dei Lomadi, sia stata partorita da Italian Coworking.

In Italia oggi si sono circa 800 spazi di lavoro condiviso: coprono una quota esigua del fabbisogno. Quanti ne occorreranno per servire adeguatamente un bacino di oltre 5 milioni di utenti?

In questo gap importante tra domanda e offerta, probabilmente non ancora del tutto esplicitato, un peso decisivo lo ha il Sud Italia. Nel Mezzogiorno gli spazi rappresentano solo il 20% del totale con un incidenza rispetto alla popolazione del tutto deficitaria.

Anche di questo proprietari e investitori debbono tener conto: il Flexible Office può essere una grande opportunità di valorizzazione e investimento.

Se hai un immobile di grande superficie, scopri con il nostro aiuto se può essere destinato al coworking. Chiedi la nostra consulenza gratuita qui!

 

Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)

Prenota la Consulenza
E’ GRATUITA

 

IMMOBILI ALTERNATIVI
Via S. Carpoforo 9 –  20121 Milano
Via Scipione Capece 10/H – 80122 Napoli

Copyright © Immobili Alternativi 2021 – P.IVA 04741801213

Privacy Policy    –  Cookie Policy

https://www.immobilialternativi.com/dai-nomadi-digitali-ai-lomadi-il-ruolo-del-coworking/01/02/2022/coworking-4/#main
Alberto Pinto
Fondatore di Immobili Alternativi
Prenota La Consulenza Gratuita

 È una grande opportunità. Non sprecarla!