Gli Uffici nel New Normal: chi avrà ragione?
Qualche giorno fa, a proposito delle prospettive degli investimenti nel CRE, dicevo che la riflessione nel settore degli Uffici, ovvero la classe di investimento da sempre in testa alle classifiche per volumi di investimento, è solo avviata.
È la conseguenza del fatto che, al momento, ancora nessuno sa per certo quale sarà l’organizzazione del lavoro nel futuro.
Al centro del dibattito c’è ovviamente ancora lo smart working.
Alcuni tendono a ritenere il lavoro agile una modalità di lavoro tutto sommato eccezionale, riservando al lavoro in presenza un ruolo ancora centrale.
Altri, forse la gran parte, crede che l’esperienza del lockdown abbia accelerato in misura notevole il processo di digitalizzazione, aprendo delle prospettive prima sconosciute ai più.
A mio avviso, l’emergenza sanitaria, assolutamente drammatica, ha avuto la capacità di far uscire la sostenibilità dal recinto dei dibattiti accademici o delle brochure aziendali, rendendoci consapevoli del fatto che essa è un obiettivo decisivo per la sopravvivenza del genere umano.
E sono proprio tecnologia e digitalization a consentire che essa possa essere un obiettivo concreto.
Ciò non può non passare anche per la revisione delle superfici a destinazione terziaria.
Un esempio di come il lavoro, e quindi gli ambienti di lavoro, possano essere rivoluzionati in chiave smart è rappresentato dal piano elaborato da Medtronic, multinazionale delle tecnologie mediche con un fatturato di 30 €/Mld e 2000 dipendenti in Italia.
Ne parla diffusamente Giorgio Rutelli in un articolo apparso su Formiche.net.
Come dice Alessandra Sama, HR director: “La pandemia ha rivoluzionato il modo di lavorare, e noi abbiamo rivoluzionato la nostra organizzazione”
L’ascolto dei dipendenti e le successive verifiche hanno consentito di accertare che lo smart working è in grado di migliorare sia la qualità e le performance del lavoro che la vita privata.
Per questo l’azienda ha lanciato il progetto “SmartMed”, tutto incentrato sul modello dello Hybrid Working: ogni dipendente dovrà venire in sede almeno due/tre giorni al mese, il resto del tempo sarà gestito in autonomia e in base alle esigenze dei team.
Ciò ha comportato una completa rivoluzione degli uffici e anche l’Head Quarter di Milano è stato totalmente ridisegnato.
A me questo piano sembra fantastico.
Ma, anche coloro, che ritengono che questo non sia il miglior modello di organizzazione lavorativa possibile, come possono pensare che flessibilità e prossimità non trasformeranno radicalmente gli spazi di lavoro?
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