Hospitality del futuro: flessibilità e ibridazione come tratti distintivi

Hospitality del futuro

Hospitality del futuro: flessibilità e ibridazione come tratti distintivi

57 camere e aree per la socialità e lo smart working sviluppate su 2345 mq di un immobile di fine ‘800, completamente recuperato, nei pressi della Stazione Termini: è il nuovo Hotel che Camplus, operatore primario dello Student Housing con 9000 posti letto distribuiti in 13 Città italiane e 2 spagnole, inaugura a Roma.

Come viene riferito su hospitality news, il target, al quale si rivolge, è composto da giovani viaggiatori, studenti e lavoratori.

Sono ospiti alla ricerca non solo di un posto dove dormire, ma anche, come spiega Maurizio Carvelli, di un luogo nel quale siano centrali la condivisione, la relazione e che favorisca l’integrazione con la cultura urbana della città.

È un albergo concepito in maniera tale che ci si possa sentire, in una certa misura, a casa.

Quella dell’abbinamento tra accoglienza e Living è un’opzione che emerge con sempre più frequenza nelle scelte degli investitori.

Sono numerosi, infatti, i progetti che si rifanno a 2 indicazioni strategiche abbastanza chiare:

  • La flessibilità sarà la caratteristica irrinunciabile di tutte le assetclass immobiliari
  • Per il comparto alberghiero essa si declinerà nella ibridazione tra Living e Hospitality.

Entrambe le indicazioni comportano la necessità di un profondo adeguamento del patrimonio immobiliare alle esigenze della nuova domanda.
Saranno molti gli immobili non più in grado di rispondere ai nuovi fabbisogni e per i quali va ideata una conversione a diverse destinazioni, spesso alternative.
In particolare questa esigenza di ripensamento varrà per il settore dell’accoglienza turistica, che a seguito della pandemia ha avuto un crollo verticale, ma già da alcuni anni soffriva di carenze idonee a limitarne in misura rilevante la capacità d competere sul piano internazionale:

– Eccessiva frammentazione (36.000 strutture con 34.000 proprietari):
– Vetustà (il 20% ha più di 100 anni, il 60% più di 30);
–  Offerta preponderante in fascia intermedia (il 55% degli Hotel sono a 3 stelle) contro una domanda in crescita delle strutture di fascia medio-alta.

Tutto ciò rende necessaria una profonda riqualificazione, anche funzionale, del patrimonio immobiliare alberghiero.

E spesso la soluzione può, appunto, essere quella di ripensare la destinazione, andando verso formule di ibridazione degli spazi, da concepire in senso polifunzionale, ovvero anche verso il

Mixed Use, coniugando ospitalità tradizionale, co-living, coworking e organizzazione di eventi.
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https://www.hospitality-news.it/blog-news/2794-camplus-dallo-student-housing-all-hotellerie.html

Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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