Hospitality e servizi immobiliari
In Italia ci sono 33.000 strutture ricettive, la gran parte medio-piccole.
La crisi del turismo determinata dal Covid-19 le sta mettendo a dura prova, evidenziando la necessità di una consulenza immobiliare dedicata.
Adriano Lovera su Il Sole 24 Ore fa una riflessione interessante sulla struttura del mercato dei servizi immobiliari.
È una riflessione che credo riguardi tutto il mercato degli Immobili Commerciali, che è fortemente divaricato: da un lato una rete di agenzie diffuse sul territorio, che seguono le operazioni “retail” e dall’altro le società di consulenza, il più delle volte di matrice internazionale, che in linea di massima assistono i grandi investitori nelle operazioni di rilevante dimensione.
In mezzo c’è una platea enorme di piccoli e medi imprenditori, che detengono una quota significativa del patrimonio immobiliare italiano.
Per questa fascia di mercato non c’è una proposta dedicata.
È una carenza molto grave in questa fase, nella quale molti si riveleranno Immobili Sotto Performanti, cioè non più adeguati alle esigenze della domanda, e saranno immobili da ripensare.
Per dare risposta a questa necessità è nata Immobili Alternativi!
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