Il boom del crowdfunding immobiliare, quello fatto bene
La campagna per l’aumento di capitale numero 4 di Walliance, la piattaforma italiana leader nell’ equity crowdfunding nel real estate, ha registrato un overfunding del 400%.
Ne dà notizia Valentina Magri su crowdfundingbuzz.it
La Società ha promosso, sino ad oggi, 37 progetti, tutti finanziati con successo per oltre 59 €/Mln raccolti e da qualche tempo è anche attiva nelle operazioni transfrontaliere.
Quella fondata da Giacomo Bertoldi e dal fratello Gianluca è senz’altro un’impresa vincente.
Quali riflessioni se ne possono ricavare?
Non vi è dubbio che il successo sia in larga parte ascrivibile alla politica di rigorosa scrematura delle iniziative immobiliari da finanziare.
Gli investitori premiano questa scelta che garantisce la buona riuscita delle operazioni.
C’è, però, a mio avviso anche un’altra motivazione: in Italia vi è una cronica mancanza di prodotto.
Infatti, sebbene buona parte del patrimonio immobiliare versi in condizioni di obsolescenza, se non di degrado, sono poche le iniziative volte a rinnovarlo e a renderlo adeguato alle esigenze del mercato.
Ciò avviene per ragioni svariate, ma, in ogni caso, gli investitori ne sono consapevoli. E quindi vedono come opportunità da non perdere le operazioni di sviluppo immobiliare che, superando le tante difficoltà, riescono a partire.
Questa considerazione è valida, a maggior ragione, in questa fase di profonda trasformazione: da circa un decennio le esigenze immobiliari, per effetto di alcuni trend emergenti, stanno cambiando.
Oggi, sia in conseguenza del processo di digitalizzazione che per l’accresciuta importanza della sostenibilità come principio chiave della crescita e del real estate, questa evoluzione sta registrando un’accelerazione tale da assumere i contorni di una vera rivoluzione.
Ciò fa sì che il patrimonio immobiliare divenga spesso inadeguato, oltre che in termini fisici, anche sotto il profilo funzionale.
Gli sviluppatori lo sanno, ma qualche volta, invece, gli Istituti di credito non riescono a stare al passo.
Ecco, allora, che il crowdfunding può avere una duplice funzione:
1. Spingere lo sviluppo immobiliare, in particolare inteso come rigenerazione immobiliare e, quindi senza ulteriore consumo di suolo.
Sotto tale profilo i gestori delle piattaforme di crowdfunding, attraverso la loro capacità di verifica degli investimenti, sono utili ad ampliare la platea di investitori e finanziatori e, quindi, delle operazioni realizzabili.
2. Interpretare meglio, rispetto agli operatori tradizionali del credito, la sensibilità del mercato dei capitali verso la trasformazione della domanda e le destinazioni d’uso e i format innovativi che ne sono l’espressione. In questo senso il contributo dei piccoli investitori e finanziatori può essere decisivo.
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