Il coworking: una scelta che dà al lavoro in presenza una dimensione “smart”
Flessibilità è la parola chiave più popolare tra i professionals e l’80% di essi vorrebbe tornare in ufficio una o due volte a settimana
È il risultato di un sondaggio svolto da Dove Vivo: è un dato rilevante, che non si può trascurare.
Ma di quale ufficio parliamo?
Sappiamo che quella degli Uffici è la classe di investimento tradizionalmente più rilevante nell’ambito del CRE.
Ogni valutazione e trasformazione che interessa questa asset class è, quindi, destinata ad avere un elevato impatto sull’economia e sul mercato immobiliare.
A questo proposito, mi ha colpito leggere, qualche giorno fa, una notizia che mi è sembrato avesse un significato decisamente simbolico.
Colliers International Italia, come Monitor Immobiliare ha riportato qui, apre la sua nuova sede a Milano nel WeWork di via Mazzini.
Le spiegazioni fornite dal Ceo della branch italiana della Società internazionale di consulenza immobiliare, Roberto Nicosia, hanno confermato questa mia impressione: nella sua visione l’obiettivo di guidare i clienti nel futuro passa per la verifica diretta della validità del FlexibleOffice.
È una prospettiva che ha solide basi nella realtà: è sempre più diffusa l’idea che la flexibility sia anche una caratteristica vincente degli immobili.
In questo quadro è corretto pensare che i coworkingspaces siano, come dice Muhannad Al Salhi, General Manager di WeWork Italia e Spagna, una risorsa fondamentale per la collaborazione e l’innovazione.
È, inoltre, prevedibile che essi, in una riflessione sulla organizzazione del lavoro e sulla funzione degli Head Quarters, possano avere un ruolo decisivo anche nella promozione dei valori e dell’identità aziendale.
Non è un caso che siano molte le ragioni per le quali si prevede che il coworking sia destinato a crescere.
In questo post di alcune settimane fa ho detto che ve ne sono almeno 5.
Sono un insieme di motivi che rendono credibile la previsione di molti, secondo la quale nei prossimi 10 anni questa tipologia di spazi di lavoro crescerà sino a rappresentare il 30% delle superfici a destinazione terziaria.
Ma alla crescita si accompagna anche un’evoluzione “qualitativa”: infatti, se prima della pandemia questa formula era rivolta principalmente a start-up, piccole aziende e liberi professionisti, ora essa può essere una soluzione anche per aziende di maggiore dimensione.
La scelta di Colliers International sta appunto a dimostrarlo: e può essere un modo anche di soddisfare le aspettative dei lavoratori.
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https://www.monitorimmobiliare.it/colliers-sposta-la-sede-nel-building-wework-di-via-mazzini-a-milano_20216291115




