L’ Equity Crowdfunding immobiliare si irrobustisce: i proprietari possono avere un ruolo?
Nel nostro Paese manca il prodotto immobiliare. La domanda immobiliare c’è, i capitali disponibili ad essere investiti pure, eppure tutto questo non si traduce in volumi di sviluppo immobiliare adeguati.
E, quando parlo di sviluppo, vi ricomprendo, ovviamente e prioritariamente, quello consistente nella rigenerazione del patrimonio immobiliare esistente, che avviene, quindi, senza consumo di suolo.
Da questo discende la dimensione ridotta, rispetto ad altri Paesi europei avanzati, del mercato del CRE in Italia.
Sono diverse le ragioni di tutto ciò.
Una di esse è, a mio parere, l’insufficiente conoscenza degli immobili e delle relative potenzialità.
Da questo deriva una carenza di progettualità, soprattutto di carattere economico, e che quindi le opportunità rimangano sconosciute ai potenziali investitori.
Il crowdfunding immobiliare sta svolgendo un ruolo meritorio in questo senso: avvicina le opportunità di investimento a una vasta platea di investitori, fornendo preziosi elementi di approfondimento e diffondendo la cultura della valutazione.
Un interessante articolo di Valentina Magri segnala un ulteriore passo effettuato in questa direzione: Walliance, la piattaforma di equity crowdfunding immobiliare fondata da Gianluca Bertoldi e Giacomo B., lancia, in partnership con JLL, un nuovo strumento destinato ad informare gli investitori: il property outlook.
Come chiariscono Riccardo Bianchi e Leonardo Grechi, il documento è destinato ad offrire ai potenziali sottoscrittori utili elementi di analisi e di valutazione dell’operazione immobiliare proposta.
A questo scenario, tuttavia, i proprietari sono sostanzialmente estranei: il più delle volte si limitano a mettere in vendita il loro immobile, eventualmente sulla base di una valutazione di esperienza fornita gratuitamente dall’agente o consulente immobiliare.
Poi rimangono in attesa che un investitore, sia esso un promotore o uno sviluppatore, si accorga del loro immobile e vi intraveda delle potenzialità che essi ignorano.
E, invece, in particolare in una fase come l’attuale, di grande trasformazione e caratterizzata dalla necessità di ripensare spesso gli immobili e le loro destinazioni tradizionali, proprio loro, i proprietari, dovrebbero essere i primi protagonisti della valutazione degli immobili e della progettualità che li può coinvolgere.
Solo in questo modo potrebbero assumere un ruolo consapevole della transazione, divenirne parte attiva e valorizzare le iniziative di vendita, indirizzandole al giusto target e riducendone i temi di conclusione.
Forse anche questa può essere una frontiera da esplorare per il real estate crowdfunding
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