Luxury real estate e immobili sottoperformanti: 2 estremi che qualche volta si toccano
Chi cerca casa lo fa principalmente in due direzioni: l’obiettivo della ricerca il più delle volte sono gli immobili di nuova costruzione ovvero quelli più datati da riqualificare, possibilmente beneficiando delle agevolazioni fiscali oggi disponibili.
I primi sono quelli che rispondono ai requisiti di comfort e di innovazione tecnologica oggi ritenuti indispensabili. I secondi hanno le potenzialità, una volta rinnovati anche grazie a un prezzo che li renda convenienti come investimento, di acquisire quei medesimi requisiti.
Insomma si può dire che sono tempi duri per gli immobili ordinari, quelli che vengono anche definiti nella classificazione degli annunci di vendita “abitabili”.
Questa polarizzazione del mercato viene confermata da un’indagine svolta da Immobiliare Insight, della quale riferisce requadro.com e che segnala i centri storici delle città tra le zone preferenziali di ricerca.
In Italia il patrimonio immobiliare è stato edificato, per oltre il 50%, fra gli anni ’60 e ’70 e nei centri storici l’età media delle abitazioni supera di frequente anche i 100 anni: questa situazione, se da un lato denuncia una palese inidoneità a rispondere alle nuove esigenze della domanda e ai requisiti, anche di carattere normativo e prestazionale, oggi irrinunciabili, dall’altro apre, per gli operatori più attenti, delle grandi opportunità di investimento.
Inoltre, nelle zone centrali delle Città la riqualificazione può trovare una interessante destinazione di mercato negli immobili di lusso: questo è, infatti, un segmento che, soprattutto in determinate località, non smette di crescere.
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