PNRR e Sud: l’assurdo caso di Taranto

PNRR e Sud: l’assurdo caso di Taranto

Confesso la mia colpa: sino a 18 mesi fa non avevo mai visitato Taranto.
L’ho “scoperta” a dicembre del 2019, accompagnando lì mio figlio a cercare una sistemazione abitativa.
Antonio, poco più che 23enne, aveva appena conseguito la laurea magistrale in Ingegneria meccanica (lasciatemi dire con orgoglio che lo aveva fatto anche molto bene) ed era stato assunto all’ENI.
Il luogo di lavoro sarebbe, appunto, stato la raffineria di Taranto, città nella quale, come ho detto, non ero mai stato.
Eppure, è la terza città più grande del Sud Italia peninsulare e con i suoi 189.000 abitanti è la 19esima in Italia.
Oltre ad ospitare la raffineria ENI, è sede di uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo nonché dell’Ilva, che oggi è tristemente agli onori della cronaca, ma che è uno tra i maggiori complessi industriali d’Europa per la produzione dell’acciaio.
Come se non bastasse, Taranto ha una storia gloriosa che risale all’VIII secolo A. C. e vanta un mare meraviglioso con delle splendide spiagge.
E allora? Hai scoperto di essere un ignorante. Che c’è di interessante?
Niente! Che sia io a non conoscere Taranto non è tanto rilevante.
Ma che una città come Taranto soffra, nel disinteresse generale, di un forte spopolamento è gravissimo.
Il Borgo antico della città aveva 40.000 abitanti a fine ‘800 e ora ne ha solo 3.000
Il Sindaco Melucci, per contrastare questo fenomeno, ha promosso un programma con il quale, come spiega Deborah Kelly Spillane sul sito di ROCKWOOL Group, offre le case del centro storico al prezzo di un caffè espresso.
La proposta prevede che gli acquirenti si facciano carico delle opere di riqualificazione.
Faccio, ovviamente, il tifo per progetti del genere.
Ed è fantastico che questo stia avendo una risonanza internazionale.
Ma quella di Taranto è anche una vicenda simbolica.
È emblematica del Sud Italia, una terra ricca di tesori, naturali e storici, e di talenti, eppure, assurdamente, in perdurante declino.
Il Recovery Plan, come ha detto il Presidente Draghi, deve avere tra i suoi primi obiettivi quello della ripresa del Mezzogiorno.
È vero, infatti, che se non riparte il Sud, non riparte l’Italia.
E questo riguarda molto anche il mercato immobiliare.
La profonda trasformazione che sta vivendo può rappresentare un’opportunità per ripensare gli immobili anche al di qua del Garigliano.
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Alberto Pinto
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