Residenziale: forte ripresa degli affitti. È il caso di dire: “come volevasi dimostrare”
Il 62% in più di ricerche rispetto al biennio precedente: lo registra casa.it per le abitazioni in locazione.
E, come spiega Daniela Mora a Il Sole 24 ore, c’è un vero e proprio boom di richieste per i capoluoghi di provincia.
Per mesi si è fatto un gran parlare del desiderio degli italiani di acquistare case più grandi e verdi.
Raramente si è evidenziato che il più delle volte si trattava di pie intenzioni non suffragate da adeguate capacità economiche.
Oggi, finalmente, c’è un bagno di realtà: mancanza di prodotto immobiliare coerente con i nuovi bisogni, da un lato, e difficoltà economiche nelle quali si dibatte la classe media di un tempo, dall’altro, rendono l’affitto estremamente competitivo rispetto all’acquisto.
A ciò deve aggiungersi il probabile aggravamento, almeno nel breve periodo, della recessione economica indotta dalla pandemia.
In questo scenario, un’opportunità di investimento importante sarà rappresentata dal Build To Rent.
Mi riferisco alla realizzazione di appartamenti da destinare all’affitto e che, insieme all’uso esclusivo degli spazi necessari alle funzioni essenziali dell’abitare, diano la possibilità di accedere in condivisione a superfici aggiuntive. Queste dovrebbero consentire la fruizione opzionale di tutti i servizi collegati allo svolgimento di attività lavorative o ricreative oggi indispensabili per un elevato livello della qualità di vita.
In questo senso credo che il Build To Rent sia in grado di aprire una prospettiva vincente, anche in un’eventuale prospettiva recessiva. E ciò vale pure in relazione a iniziative di sviluppo immobiliare da avviare, secondo un logica inclusiva ispirata dalla sostenibilità, in aree sin ad oggi meno coinvolte nella distribuzione degli investimenti immobiliari.
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