Rigenerazione Urbana e Zone A: questo matrimonio non s’ha da fare
La conversione in legge del Decreto Semplificazioni rischia di essere una pietra tombale sulla possibilità di rigenerare i centri storici e le assai più vaste Zone A.
Infatti, in tali aree, a meno che un edificio non sia inserito in un piano particolareggiato di recupero e di riqualificazione, la sostituzione è consentita, di fatto, solo ricostruendo con la stessa sagoma, sedime, planivolumetria, prospetti e caratteristiche tipologiche.
E questo vale indipendentemente dal valore degli edifici situati in queste zone.
Insomma, nella fase in cui è opinione comune che occorrerà ripensare Città, quartieri ed edifici per adeguarli alle trasformazioni della domanda immobiliare, si decide di ingessare l’esistente.
Non sono solo io a dirlo.
Oltre ad affermarlo Giuristi specializzati, lo sostengono Ance e Legambiente.
Non meno critica è Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine Ingegneri di Roma: https://bit.ly/3hCMyhc
E lo dice anche INARCH Nazionale.
La norma introdotta dall’art. 10 della Legge è l’espressione di una visione retrograda dello sviluppo.
Se non si introducono correttivi, sarà un disastro.
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