Lo Smart Working è un pericolo o un’opportunità?
Prosegue il dibattito tra chi considera lo smart working un pericolo per le economie metropolitane e chi lo ritiene un’occasione di rilancio delle aree svantaggiate.
Sul tema Il Messaggero.it ha riferito di un rapporto di PWC:
https://bit.ly/334oUoO.
3 conclusioni mi sembrano interessanti:
1) in Italia, tenuto conto del tessuto produttivo, potrebbe usufruire dello smart working il 35% dei lavoratori;
2) l’adozione in questa misura per un giorno a settimana determinerebbe un incremento di PIL sino al 1,2%;
3) le aziende si orienteranno sempre più a flexible office e coworking, destinati a rappresentare una quota rilevante del mercato uffici.
Sul coworking, ieri il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha auspicato che la diffusione di questi spazi riduca il pendolarismo verso le metropoli, consentendo di lavorare non solo da casa ma in una situazione che favorisce la condivisione.
Sono anche io di quest’idea.
Il coworking può essere un ingrediente in un modello organizzativo flessibile che, in base alle esigenze, coniughi insieme smart working e head quarters.
Occorre ripensare gli immobili perché rispondano a questa domanda che emergerà sempre più chiaramente.
E per il tuo immobile lo Smart Working puù rappresentare un pericolo o un’opportunità?
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