Student Housing: un mercato che cresce e può ampliarsi, anche al Mezzogiorno

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Student Housing: un mercato che cresce e può ampliarsi, anche al Mezzogiorno

Qualche settimana ho riferito di un’esperienza diretta che mi ha dato il segnale di come il mercato degli studentati stia andando in Italia verso, oltre che una crescita di volumi, anche un allargamento geografico.

Sono molteplici le conferme che arrivano in questo senso da parte di operatori e punti di vista differenti.

JLL nel suo report sul primo semestre dell’anno, sintetizzato da Monitor Immobiliare, segnala che, nel quadro di una crescita europea, è alto l’interesse degli investitori per lo sviluppo di questa asset class nel nostro Paese.

Tra i motivi di questa attenzione vi è senz’altro il prestigio e l’appeal di numerosi Atenei italiani. Non a caso siamo al quinto posto tra le destinazioni Erasmus più popolari, subito dopo lo UK.

Il fatto che nell’anno accademico 2020/2021 le iscrizioni, a dispetto della pandemia, siano cresciute del 4% è estremamente indicativo.

L’attrattività per il mercato e il conseguente dinamismo di iniziative non riguardano solo Milano, che rimane la meta italiana più ambita e con un ampio fabbisogno insoddisfatto.

Anche a Roma si verifica una situazione analoga: la domanda potenziale riguarda il 21% degli studenti, mentre risulta coperto solo 2,4%.

Per rispondere a questa esigenza, si stima che nelle principali Città universitarie del nostro Paese vi sarà nei prossimi 4 anni un aumento dell’offerta complessiva di posti letto di circa 18.000 unità.

Ne sono testimonianza le diverse iniziative delle quali si ha notizia in questi giorni.

A Torino, aprirà a settembre una nuova struttura di 226 camere e 307 posti letto, completa di auditorium, palestra, campo di padel, sala meeting e aule studio. Si ispira a un modello ibrido, che coniuga funzioni diverse e che è a cavallo tra lo studentato, il co-living e il coworking.

È nato da un’iniziativa di Fabrica Immobiliare SGR, attraverso il Fondo Aristotele e la gestione è affidata a Camplus di Maurizio Carvelli.

A Venezia, invece, arriva Dove Vivo, la co-living company di Valerio Fonseca, che gestirà una PBSA di 230 posti letto realizzata in un complesso immobiliare di proprietà dell’Università Ca’ Foscari: anche qui l’obiettivo è quello, attraverso la disponibilità di una serie di servizi aggiuntivi, di creare una vera community all’insegna del living in condivisione.

E poi c’è quella che già da tempo un operatore lungimirante, come Giovanni Benucci, ha definito la vera sfida: il Sud Italia.

Napoli, Bari e Palermo hanno una lunga e prestigiosa tradizione accademica e possono rappresentare una risposta efficacie ad un fabbisogno ancora largamente scoperto.

Ma esse possono anche candidarsi ad essere attrattive per gli studenti stranieri provenienti dal bacino del mediterraneo.

E questo può essere ancora più vero in una prospettiva, molto suggestiva, di blended learning e di sinergia tra Atenei diversi nell’elaborazione di una proposta didattica completa.

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Alberto Pinto
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