L’asset class dello Student Housing sta guadagnando sempre più attenzione nel settore immobiliare.
Questa tendenza è alimentata da una serie di fattori, tra cui l’aumento della mobilità degli studenti, la crescente domanda di alloggi dedicati di qualità e l’interesse degli investitori per gli asset alternativi.
In questo post, esploreremo il potenziale dello Student Housing come opportunità di investimento, con un focus particolare su un’interessante iniziativa che sta per essere avviata a Napoli.
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un crescente interesse per questo format alternativo del Living.
Questo è stato la naturale conseguenza di un gap, più volte segnalato, tra il fabbisogno di posti letto e l’offerta di sufficiente qualità concretamente disponibile.
Per dare qualche numero, alla fine del 2019 si stimava che in Italia gli studenti universitari fossero circa 1,6 milioni. Di questi, tra gli 800 e gli 850.000 erano fuori sede. In particolare, di essi circa 660 mila erano fuori sede non pendolari, che quindi avevano assoluta necessità di una sistemazione abitativa. Invece, gli studentati esistenti coprivano questo fabbisogno solo per una modesta quota, valutata tra il 7 e il 10%.
E questo era un problema che accomunava sia le grandi città che quelle di dimensione media e piccola.
La conseguenza era che l’offerta disponibile sul mercato per i fuori sede era costituita da alloggi di qualità scadente e, per di più, ad alto costo.
A questa esigenza hanno inteso rispondere le iniziative di Student Housing introdotte nel nostro Paese, mutuando anche schemi e tendenze tipiche dei Paesi Europei più avanzati.
Ma questo settore ha dovuto la sua fortuna anche ad un altro aspetto: la sua capacità di creare comunità tra gli studenti e di offrire servizi che vanno oltre la semplice sistemazione abitativa. È proprio questa caratteristica che gli ha consentito, a dispetto di alcune previsioni negative, di essere resiliente anche durante la pandemia.
La previsione generale era che questa asset class fosse destinata a consolidarsi e che ciò avrebbe riguardato, in primo luogo, le città universitarie tradizionalmente più interessanti per gli investitori.
È una previsione che si sta rivelando corretta. Oggi, grazie a numerose iniziative di successo, la distanza tra domanda e offerta, sebbene ancora esistente, si è sicuramente ridotta, soprattutto nelle principali Città universitarie del Centro Nord.
Ma vi era anche un’altra ipotesi, decisamente non convenzionale e per questo più intrigante: che la vera sfida di questo mercato fosse rappresentata dalle grandi Città universitarie del Mezzogiorno, come Napoli, Bari e Palermo.
Queste hanno una grande tradizione accademica e, per taluni, avrebbero potuto rappresentare non solo una valida risposta al fabbisogno, ancora largamente insoddisfatto, del mercato domestico, ma anche candidarsi ad essere attrattive per gli studenti stranieri provenienti dal bacino del Mediterraneo.
Dal mio canto ho cercato di evidenziare più volte come questa ipotesi meritasse di essere approfondita e perseguita nell’interesse di una crescita complessiva e più armoniosa dell’intero nostro Paese, dando spazio anche a qualche piccolo segnale che potevo registrare in questo senso.
Ecco, quindi, che la notizia, pubblicata qualche giorno fa, che il Fondo iGeneration, gestito da Investire SGR e partecipato da CDP Real Asset SGR, Fondazione con il Sud e altri investitori istituzionali, abbia avviato, a Napoli, un’iniziativa per la rigenerazione di un immobile di oltre 15.000 mq è particolarmente significativa.
La struttura, infatti, che ospitava in precedenza una sede dell’INPS, sarà convertita, appunto, in una residenza universitaria con quasi 500 posti letto. Questo progetto, che prevede un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro, trasformerà l’immobile in un “resort urbano” dotato di oltre 353 camere, spazi comuni, spazi direzionali per il coworking e una componente short term (hotel e ostello).
Ed altro aspetto rilevante è che la futura gestione della struttura sarà affidata a Campus X, uno tra i più importanti ed avanzati operatori italiano nel settore della ricettività universitaria.
Si tratta di un investimento significativo nel settore dello Student Housing e un passo importante nella rigenerazione urbana della città. Ed è un esempio concreto di come, anche nel Sud Italia, gli immobili sottoperformanti possano essere trasformati in opportunità di investimento sostenibile.
È la dimostrazione di come, con la giusta visione e strategia, sia possibile rispondere alle esigenze in evoluzione del settore immobiliare e contribuire alla rigenerazione urbana delle nostre città.
Lo Student Housing rappresenta ancora un’opportunità di investimento con un enorme potenziale di sviluppo. Che si tratti di trasformare immobili sottoperformanti o di costruire nuovi alloggi per studenti, le possibilità sono numerose e variegate.
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