Superbonus110: sfida di sostenibilità e non solo di semplificazioni

Superbonus110: sfida di sostenibilità

Superbonus110: sfida di sostenibilità e non solo di semplificazioni

Ha suscitato molto clamore la nuova formulazione del comma 13 ter dell’art 119 del cd Decreto Rilancio, contenuta nella bozza del Decreto Semplificazioni che sarebbe di prossima approvazione.

Secondo l’autorevole parere di Carlo Pagliai, sarebbe “un cerotto peggiore della ferita”.

Condivido molte delle considerazioni e delle proposte contenute nell’articolo pubblicato sul suo Blog.

Ma non sono d’accordo con lui quando arriva a dire che si augura che questa norma non passi.

L’attuale disciplina degli abusi edilizi sulle parti comuni degli edifici condominiali sta, di fatto, ostacolando l’applicazione delle agevolazioni a questi immobili.

Soprattutto al Sud si tratta di una vera e propria paralisi.

Io avevo proposto, nel caso molto diffuso che gli abusi siano stati compiuti da una minoranza di condomini, l’applicazione selettiva del beneficio.

Chiarisco meglio: se l’adozione del bonus è approvata dalla maggioranza dovuta, lo stesso viene applicato solo ai condòmini in regola.

Gli altri dovrebbero pagare integralmente.

Sarebbe una sorta di fiscalizzazione degli abusi, che non modifica la loro qualificazione e non pregiudica l’applicazione delle successive eventuali sanzioni.

La finalità della mia proposta era quella di separare due obiettivi entrambi di interesse pubblico: quello della legittimità del patrimonio edilizio e quello della sua sostenibilità.

Infatti, condizionare il secondo obiettivo alla sussistenza del primo finisce, a dispetto di tutte le enunciazioni, con il rinunciarvi.

È la conferma che, come spesso accade, l’ottimo è nemico del buono.

Allora, la proposta di norma che è in discussione, pur presentando alcune incongruenze, adotta proprio questo principio: evitare che per perseguire – in teoria – gli abusi si rinunci in realtà a conseguire la possibile riduzione delle emissioni inquinanti.

Non dimentichiamo, infatti, che la situazione nasce dall’incapacità dello Stato di prevenire, reprimere e sanzionare gli abusi.

Ora, non si comprende perché a ciò debba aggiungersi, a carico della collettività, anche un ulteriore danno, ugualmente ingiusto.

Credo sinceramente che gli interrogativi sollevati da Carlo Pagliai e le sue proposte, compresa quella di un “Giubileo dell’Urbanistica”, meritino un’attenta valutazione.

Penso anche molte potrebbero opportunamente integrare la norma proposta.

Mi soffermo su due aspetti, in particolare:

  • l’opportunità di estendere la normativa proposta alle altre agevolazioni edilizie. Se così non fosse saremmo in presenza di una palese e, credo, illegittima disparità di trattamento
  • la necessità di trovare una soluzione alle ipotesi di contributo pubblico riconosciuto ad immobili viziati dagli abusi più gravi e in alcun modo non regolarizzabili.

Ma, intanto, facciamo il tifo per quello che sarebbe un decisivo passo avanti per la riqualificazione edilizia delle nostre Città nel segno della sostenibilità ambientale.

Quella sul Superbonus110 è una sfida di sostenibilità!

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