Tokenizzazione immobiliare: una nuova sfida per il crowdfunding immobiliare
Da qualche anno si parla di tokenizzare gli immobili e secondo molti questa possibilità, offerta dalla tecnologia Blockchain, potrebbe rappresentare una svolta epocale per il mercato immobiliare.
Tokenizzare gli immobili significa creare un’entità digitale dell’immobile corrispondente a quella fisica. Questa entità, le cui informazioni sono certificate digitalmente nella blockchain, può essere frazionata in più token, che rappresentano il diritto spettante a un determinato soggetto sull’immobile e possono essere facilmente trasferiti in modo trasparente, sicuro e tracciabile.
Questo meccanismo, da un lato, consente di frazionare la proprietà di immobili anche di enorme valore, rendendoli accessibili a piccoli investitori e, dall’altro, semplificando tutto il processo, di ridurre drasticamente i tempi necessari agli sviluppatori per raccogliere i capitali necessari ai loro progetti.
Negli USA sono già molto avanti nell’applicazione di questa tecnologia. Infatti, come riferisce crowdfundingbuzz.it, la RedSwan CRE ha già tokenizzato immobili commerciali per un valore più di 2 miliardi di dollari e sta sviluppando un mercato secondario, in cui gli asset immobiliari tokenizzati potranno essere scambiati.
Qualcosa si muove anche in Italia, anche se la disciplina in materia è ancora incerta.
Alcuni giorni fa Valentina Magri ha dato notizia del lancio, ad opera di Augusto Vecchi e Stefano Sardelli, di una startup, la K2 Capital, che appunto opererà nella tokenizzazione di asset aziendali e immobiliari.
A mio parere questo meccanismo potrebbe aprire delle ulteriori opportunità per il crowdfunding immobiliare.
In particolare, una volta che vi sarà la possibilità di scambiare su un mercato le quote digitali, essa renderà più facilmente praticabile la raccolta anche in operazioni di sviluppo che, sebbene con buoni fondamentali, siano ancora in una fase embrionale e quindi caratterizzate da un arco temporale più ampio e, eventualmente, un profilo di rischio più elevato.
Infatti, la possibilità di liquidare agevolmente la propria posizione amplierà, pur nel rispetto di criteri di valutazione e selezione giustamente rigorosi, il bacino dei progetti finanziabili da parte dei piccoli investitori.
Sarebbe un tassello importante per la crescita del mercato immobiliare italiano e, soprattutto, quello degli investimenti immobiliari, che soffre di una cronica mancanza di prodotto.
È un limite che è destinato ad accentuarsi in una situazione di grande cambiamento, come quella attuale, nella quale la platea degli immobili non idonei a rispondere alle esigenze della domanda è destinata ad incrementarsi
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