Un’intervista del Sunday Times a Mark Dixon, Ceo di IWG, mette in luce i pregi del Flexible Office e, tra questi, il risparmio dei costi aziendali. Secondo una ricerca svolta da Workplace Analytics si risparmiano circa 10.000 euro a persona.
Ma quello dell’alleggerimento dei costi non è l’unico vantaggio per le aziende.
Vi è anche l’incremento della produttività: un’indagine di PWC ha evidenziato che, per il 57% dei leader aziendali, le loro aziende, grazie al lavoro ibrido, hanno ottenuto, sotto questo aspetto, risultati migliori rispetto a quelli misurati con un’organizzazione del lavoro tradizionale.
E anche per i dipendenti non essere costretti ad andare quotidianamente in ufficio vi sono notevoli vantaggi.
Come riferisce la testata Dire.it, una ricerca di Confused.com ha calcolato che il lavoro ibrido può far risparmiare ai dipendenti in media 391 euro al mese sul viaggio in treno e sulle spese collegate e fino a 152 euro al mese se si spostano in auto.
E poi ci sono gli innegabili benefici prodotti da un miglior equilibrio tra vita lavorativa e personale: il work life balance assume, infatti, un ruolo sempre più importante per ciascuno di noi.
A questo proposito, la medesima IWG ha realizzato un sondaggio dal quale è emerso che quasi la metà degli impiegati (49%) lascerebbe il proprio lavoro se gli venisse chiesto di tornare in ufficio cinque giorni a settimana.
E ancora più sorprendente è che il 72% preferirebbe poter lavorare in modo flessibile a lungo termine, piuttosto che tornare in ufficio cinque giorni a settimana con un aumento di stipendio del 10%.
Infine, vi sono i vantaggi per l’ambiente: minori e più brevi spostamenti significano non solo recuperare tempo e serenità, ma anche contribuire in misura significativa alla sostenibilità ambientale.
In questo contesto, non vi è dubbio che il coworking trova l’humus ideale per una sua crescita, anche grazie all’evoluzione della quale si è dimostrato capace.
Oggi, infatti, accanto ai grandi Hub di coworking space in centro o in località strategiche, si sono sviluppate anche delle soluzioni decentrate, anche di minore dimensione, idonee a realizzare un’applicazione di prossimità o, come è stato detto, di nearworking.
Questa formula non sarà più solo rivolta a start-up, piccole aziende e liberi professionisti, come inizialmente è stato.
Essa, infatti, può rappresentare un’ottima soluzione anche per le aziende più strutturate, in particolare quelle che adotteranno un modello organizzativo in stile Hub & Club.
In sostanza ci sono tutti i presupposti perché le previsioni, secondo le quali gli spazi di lavoro flessibile avrebbero coperto, entro il 2030, il 30% delle superfici ad uso terziario, possano essere confermate con tempistiche anche ulteriormente accelerate.
Di conseguenza si può affermare con sempre maggiore certezza che, nella fase attuale di trasformazione del mercato immobiliare, questa tipologia di investimento rappresenterà un’ottima opportunità per proprietari e investitori.
Se vuoi valorizzare o vendere un immobile di grande superficie a destinazione uffici, hai mai pensato che il coworking potrebbe essere una buona soluzione? Per scoprire se è così, chiedila nostra consulenza gratuita qui!




