Il Superbonus 110% prosegue la sua marcia 

Il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% prosegue la sua marcia 

Tanto l’Enea quanto il Centro Studi del CNI concordano nel rilevare che l’utilizzo del Superbonus al 110% continua ad essere sostenuto: 8 €/Mld nel I trimestre 2022 con un picco di 3 €/Mld nel solo mese di marzo.

Da maggio 2020, con questa agevolazione sono stati finanziati complessivamente interventi di riqualificazione energetica per 24,2 miliardi di euro, conclusi per il 70,1% e che hanno coinvolto sin ad ora oltre 139mila edifici.

Come riferisce LavoriPubblici.it, la spesa si è così distribuita al momento:

  • il 48,7% per gli edifici condominiali;
  • il 33,5% per gli edifici unifamiliari;
  • il 17,7% per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Mi sembra si possa dire che l’inasprimento dei controlli e delle responsabilità introdotto con il DL Sostegni Ter non abbia determinato quella frenata che molti temevano.

È, senza dubbio, positivo che il processo di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare residenziale prosegua.

Ancor più in questo ultimo mese è emerso come la transizione ecologica sia decisiva.

Alla esigenza strategica di contrastare il Climate Change e perseguire la sostenibilità, si è affiancata, infatti, l’urgenza tattica di diversificare le fonti di energia per mitigare l’innalzamento del loro costo e insieme difendere i nostri valori di libertà.

In questo contesto la rigenerazione “green” degli edifici ha un ruolo essenziale: ad oggi, su scala mondiale, gli edifici rappresentano circa il 40% delle emissioni di gas serra e il 36% dell’intero consumo energetico.

In Italia siamo messi anche peggio: il patrimonio edilizio è molto vecchio con circa 12 milioni di edifici realizzati circa mezzo secolo fa, e oltre, e prima dell’introduzione delle normative energetiche e antisismiche.

La conseguenza è che essi consumano quattro-cinque volte di più dei nuovi edifici.

È, quindi, impossibile dubitare della necessità di una riqualificazione edilizia su larghissima scala.

E, tuttavia, è questa una giustificazione perché essa sia stata pensata senza controlli?

A mio parere non è così.

Sono dell’idea che bene abbia fatto il Governo a porre degli argini, in particolare per gli altri bonus diversi dal 110%.

E, soprattutto, credo che sarebbe stato meglio prevedere, sin dall’inizio, in luogo del 110%, un parziale contributo da parte dei proprietari.

L’aver posto la spesa integralmente a carico dello Stato e il ricorso all’istituto del General Contractor hanno eliminato ogni utile meccanismo di conflitto di interesse.

In questa situazione è abbastanza normale un’esplosione della spesa: si è rinunciato, senza che questo debba necessariamente tradursi in truffe, a una gestione ottimale delle risorse disponibili.

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Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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Alberto Pinto
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