Sai immaginare come sarà la casa nel futuro, o almeno come sarà nel 2030 quella tua, dei tuoi figli o dei tuoi genitori?
3 dati ci possono aiutare a scoprirlo
Stiamo vivendo un’epoca di profondo cambiamento, nella quale tenere sotto controllo tutto ciò che si sta modificando è veramente complicato.
Ovviamente, le emergenze che si stanno susseguendo hanno un impatto forte, determinando, a loro volta, un’accelerazione della trasformazione in atto.
La pandemia prima e ora l’emergenza climatica e quella energetica sono elementi che coinvolgono la vita di tutti e che ci rendono davvero difficile immaginare come sarà il nostro futuro.
Se a questo aggiungiamo la componente tecnologica e la digitalizzazione, è molto probabile che lo scenario che si realizzerà sarà prossimo ad una vera e propria rivoluzione.
Però uno sforzo per immaginare il futuro, almeno quello più immediato, comprenderlo e possibilmente prepararci va fatto.
E riguarda sia noi come utilizzatori che, eventualmente, come investitori del settore residenziale.
Mi soffermo su 3 previsioni molto attendibili su quello che succederà in Italia nei prossimi 10 anni:
La popolazione urbana continuerà a crescere: entro il 2030 le città ospiteranno oltre 500.000 persone in più.
Milano e Roma registreranno un incremento della popolazione giovanile (tra i 20 e i 35 anni) nell’ordine rispettivamente del 6% e del 4%;
Le famiglie aumenteranno di numero: saranno circa 620.000 in più, con una minore dimensione media.
È da queste osservazioni che nasce la necessità di ripensare in Città i modelli residenziali, soprattutto in termini di accessibilità per studenti, giovani professionisti, giovani coppie e in generale per tutte le famiglie della classe media, che in conseguenza della crisi economica è da qualche anno particolarmente in sofferenza.
È su questi presupposti che molti investitori stanno indirizzando lo sviluppo immobiliare verso prodotti nuovi, come il Build To Rent, i serviced apartments, gli appartamenti adattivi e altri analoghi format innovativi caratterizzati da:
Soluzioni strettamente abitative di dimensione media inferiore a quella attuale;
Un ruolo rilevante dei servizi opzionali, che vanno a completare l’alloggio di base;
Recupero del ricorso alla locazione rispetto alla proprietà immobiliare.
Questo processo si inquadra anche nel contesto più generale dato dalla necessità di rigenerare il patrimonio immobiliare.
Questo, infatti, è oggi caratterizzato da un significativo grado di vetustà, sia prestazionale che funzionale, che lo rende incapace di soddisfare le esigenze della domanda.
In conclusione sono diversi gli aspetti che comportano che vi sarà un’importante trasformazione delle soluzioni residenziali rispetto a come siamo abituati a considerarle.
Se pensi di poter essere interessato come proprietario o come investitore, noi possiamo esserti d’aiuto.
Chiedi la nostra consulenza gratuita qui




