Student Housing: con il PNRR crescerà l’offerta di posti letto ma intanto i fuorisede salgono a 830.000 (+6%)
Si avvicina la scadenza del bando del MUR, che assegnerà 467 €/Mln per il cofinanziamento, sino al 75%, degli alloggi per studenti: il termine per la presentazione delle domande è, infatti, fissato al 17 maggio.
300 €/Mln dell’importo fanno parte dei 960, stanziati dal PNRR con l’obiettivo di incrementare, in Italia, la dotazione di posti letto per gli universitari ed allinearla il più possibile a quella degli altri paesi europei.
Molti, allora, si chiedono se questa ingente dotazione di risorse pubbliche in partnership con i privati sarà sufficiente a soddisfare le esigenze del mercato.
In sostanza, l’offerta cosiddetta istituzionale riuscirà a colmare il gap esistente rispetto alla domanda?
A questa domanda risponde l’intervista, curata da Floriana Liuni su Idealista, a Federico Rossi, public relations manager di Camplus.
La risposta è negativa e bastano pochi punti per chiarirlo:
- A fronte di 1,6 milioni di iscritti i fuori sede sono oltre 700.000;
- Di questi circa 450.000, secondo una stima di Camplus e Scenari Immobiliari, ricercano una soluzione strutturata, cioè residenze con servizi;
- L’offerta di posti letto per studenti assomma ad oggi a 80.000 unità, 65.000 istituzionali e 15.000 privati: copre, quindi, solo il 18% della domanda reale.
La conclusione è che l’incremento di 40.000 posti letto, che il PNRR si propone di conseguire entro il 2025, non è esaustivo e che vi saranno ancora margini di crescita per lo Student Housing e, in particolare, per i proprietari e operatori privati.
Condivido questa riflessione e credo che vadano aggiunte anche altre considerazioni:
- Dal 2015 al 2019, mentre il numero degli studenti iscritti è rimasto invariato, i fuori sede sono aumentati da 784.000 a oltre 830.000 unità;
- Il Covid non ha rallentato questa dinamica, che in talune città si è addirittura accentuata;
- Nel nostro Paese vi sono Università prestigiose con rette in genere più convenienti degli altri Atenei d’Europa: ciò ci rende attraenti per gli studenti stranieri;
- Con lo sviluppo della DAD si affermerà un modello di formazione ibrida, nel quale insegnamento in presenza e da remoto si abbineranno. Ciò incrementerà la mobilità studentesca e, quindi, il fabbisogno di coliving anche studentesco;
- Le esigenze della sostenibilità e, con essa, di un modello di sviluppo più diffuso sul territorio, amplierà il novero delle Città universitarie richieste;
- La necessità di coinvolgere il Sud Italia nello sviluppo e ridurne il divario rispetto al resto del nostro Paese apre delle importanti prospettive anche per questo format alternativo del residenziale: nel Mezzogiorno, infatti, vi sono Università di prestigio e tradizione accademica, che possono essere attraenti anche per gli studenti stranieri provenienti dal bacino del Mediterraneo.
Insomma il quadro complessivo è tale da suggerire a proprietari e investitori di cogliere quella che è ancora una grande opportunità.
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