In Italia lo Student Housing è una delle asset class che presentano tanto i maggiori tassi di sviluppo in questi ultimi anni quanto ancora significativi margini di crescita.
Un report curato dalla Società di consulenza internazionale JLL prevede, entro il 2025, 20.000 nuovi posti letto.
Sono sufficienti? Niente affatto
Ma come? Nelle ultime settimane sono stati diffusi i dati sulle ultime immatricolazioni e nell’ultimo biennio vi è stato un calo di circa il 5%.
E io dico che ci vogliono più studentati?
È vero, è un dato che ha occupato le prime pagine dei giornali economici.
Ma bisogna approfondire.
Il Presidente della Conferenza dei Rettori ha giustamente osservato che si tratta di un dato allarmante che testimonia la sofferenza economica delle famiglie: queste si trovano in difficoltà e tagliano le spese di formazione universitaria.
Come pure la stessa conclusione possiamo ricavarla da altri due segnali:
– Gli studenti fanno sempre più spesso ricorso al pendolarismo: rientrano a casa, se possibile, risparmiando sulle spese di alloggio;
– Si adattano a sistemazioni periferiche, meno comode ma economicamente più sostenibili rispetto a quelle più prossime agli atenei.
I canoni di locazione hanno, infatti, avuto ultimamente una decisa impennata, anche per il ritorno degli affitti brevi di tipo turistico.
Come fare per sostenere il diritto allo Studio?
Un ruolo importante lo possono svolgere anche le residenze universitarie.
Queste possono rappresentare, tra l’altro, un’ottima opportunità per i privati investitori, anche alla luce della possibilità offerte dalla normativa, pure del PNRR, al cofinanziamento pubblico-privato.
Forniamo una rapida istantanea del mercato.
Gli studenti universitari in Italia sono circa 1.800.000,00.
Di questi 800.000 sono fuori sede, con una cospicua presenza di quelli stranieri.
Attualmente i posti letto in Italia sono 60.000.
Con gli ulteriori 20.000 previsti entro il 2025 diventeranno 80.000.
Pur volendo considerare il ricorso al pendolarismo, a giudizio di tutti i principali operatori e centri di ricerche, questa dotazione copre a stento il 20% delle esigenze.
In sostanza il fabbisogno insoddisfatto di posti letto per studenti sta tra 260.000 e 320.000 unità.
Se poi valutiamo la qualità di quelli disponibili in confronto con il livello del servizio riscontrabile in altri paesi europei, il gap tra domanda e offerta aumenta
Consideriamo che il prestigio delle nostre Università, insieme alla economicità delle rette, è un fattore che le rende estremamente attraenti per gli studenti stranieri.
È un peccato non sfruttare adeguatamente questa opportunità per via della carenza o inadeguatezza delle strutture di accoglienza.
È un ragionamento che riguarda praticamente tutte le Città Universitarie.
In alcune come Roma e Bologna l’offerta copre solo una percentuale esigua del fabbisogno (rispettivamente il 10% e il 22%). E anche Padova, Torino e Milano presentano una domanda “soddisfatta” poco al di sotto del 30%.
Ma la situazione di mercato è sostanzialmente analoga, sia pure con sfumature diverse, in tutto il territorio nazionale, anche al Sud.
Vivi in una Città Universitaria? Nella tua com’è la situazione di mercato degli alloggi per studenti?
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